Hagiwara è considerato il padre della poesia colloquiale giapponese, essendo riuscito a sdoganare il verso libero da una tradizione poetica cristallizzata dalle metriche haiku e tanka e dai rimandi classicheggianti, visti all’epoca come la massima manifestazione della lirica. La silloge propone degli stilemi che giocano sulla musicalità e su un vocabolario diretto e di chiara intenzione significativa. "Il gatto blu" contiene 56 poesie e un saggio del poeta. Tramite l’immagine del gatto blu, l’io poetico descrive la propria tristezza esistenziale in una metropoli che aliena. Il gatto, con la sua natura vagabonda e notturna, rappresenta l’errare della voce in un’epoca di dolore e pessimismo
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